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... essere felice, come tutti vorrebbero, suppongo. E questi sono quelli che ora ritengo i punti di passaggio indispensabili per il raggiungimento della mia felicità. Per cui vorrei....
Il mio guestbook, a vostra disposizione in caso vogliate lasciarmi pensieri, riflessioni, suggerimenti, minacce, insulti di qualunque genere (ma per piacere, salvando la mia famiglia in entrambi i casi ;-D).
Ricordo infine a tutti che ora mi trovate su myspace music, al seguente indirizzo:
February 15 Fugace parvenza d'amoreFugace parvenza d'amore
Eccomi quì, un'ombra,
morto al mondo per te;
fatale passione che entra,
si insinua e distrugge me.
Non vedi ciò che sono?
Non vedi ciò che provo?
Quando due sguardi si incontrano
e tutto potrebbe accadere;
due anime pure si baciano,
chiedendosi promesse sincere.
Mi tormenta ogni minuto
il tuo pensiero in me.
Ma è ancora un inganno.
Ancora una volta sto sognando.
Vago nella foschia della tua mente.
Ancora una volta sto cadendo.
Nel tuo mondo mi sto smarrendo.
Sei forse vera passione,
o una bambina che vuol giocare?
Dea di inganno e perdizione,
tu sei fugace parvenza d'amore.
Alessandro Giordano 13/02/2008 February 01 incontro di un'animaIncontro di un'anima
Ho forse mancato
per questo sentirmi morire?
Sono stato un ingrato
con il mio Signore?
Ho solo sognato
bellezza e verità;
ho solo desidarato
la tua infinita beltà,
il tuo animo puro;
la tua grazia eterea;
il tuo sorriso sincero.
Ho forse colpa
per patire questo dolore?
Nel sentire il gelo
stringere il mio cuore?
Quando vorresti lasciare
il nostro mondo felice;
la promessa di una luce
che ti faccia diventare
come non sei e non sarai mai,
perchè a me non puoi nascondere
ciò che sei, ciò che sarai.
Ho forse sbagliato
a vedere che siamo
legati ad un fato
che contenti abbracciamo?
Quando ciò che provo
per te mi schiaccia,
quando non trovo
una risposta che faccia
ciò che io mai riuscirò:
dimenticarti o portarti via;
nell'impresa svanirò.
Ho forse sbagliato
a sentire il colore
delle nostre parole?
A sognare un ardore?
Quando ho creduto
in un canto fatato,
in un volo ormai perduto,
nel mio cuor mortificato.
Se non vuoi prendermi
per l'amor di Dio, liberami,
perchè io non resisterò.
Tutto ho sognato.
Un amore fantasma.
Alla poesia ho donato
la speranza di un'alba
che ci vedesse uniti,
finalmente sereni,
con il mondo risoluti,
nel nostro amor fedeli.
Ma non c'è spazio
nel tuo cuore per questo;
non c'è speranza;
non c'è grazia.
Sono un'ombra, un buffone, un perdente;
svanirò dalla tua mente
e tu ti chiederai
che cosa volessi mai...
A. Giordano, 01/02/2008 January 25 Questo paese mi ha rotto i maroniQuesto paese mi ha rotto i maroni.
Stamattina, appena mi sono alzato dal letto, reduce dalle prove di ieri col gruppo, ho acceso la televisione su canale 500 di sky (sky TG 24) e ho avuto la lieta novella:
Prodi caduto.
La destra esulta.
Berlusconi chiede le elezioni.
Non amo parlare di politica nel mio blog, che solitamente dedico ad altri argomaneti.
Infatti questo non è un intervento politicizzato, a favore dell'uno o dell'altro schieramento.
Tutto ciò che vorrei è esprimere la mia opinione, ciò che penso.
Io penso che stiamo perdendo (se non lo abbiamo già fatto) ogni ritegno che un paese civile quale noi ci reputiamo, dovrebbe avere, immancabilmente.
La nostra democrazia fa più buchi di un colapasta arrugunito, e per questo dobbiamo ringraziare una classe politica di incapaci e di delinquenti.
Da un lato le leggi salva-previti, i condoni, le sgamuffe varie, dall'altro una perenne, devastante, lotta per la supremazia decisionale, che porta inevitabilmente al collasso del sistema politico, con frustrazione di chi governa e di chi elegge chi governa (ovvero noialtri).
Se io devo scegliere in questo paniere chi mi deve governare, credo proprio che smetterò di scegliere, e cercherò di fare i bagagli al più presto, per trasferirmi in qualche altro paese, scordandomi persino di essere italiano.
Perchè se una volta pensavo di dover esserne fiero, ora invece credo che potrei vergognarmene. January 10 The Songwriter's risingSono molto felice di annunciare che, una decina di giorni orsono, ho terminato le registrazioni e i mixaggi del mio disco.
Come avevo preannunciato, il lavoro è stato portato avanti, dalla composizione al mixaggio, totalmente a casa mia, e questa è una cosa di cui vado particolarmente fiero.
Il concepimento ufficiale di questo album, il cui titolo sarà "The Violent Strings Of My Heart: Introspection", e avvenuto nei mesi di agosto/settembre 2007, mentre le registrazioni vere e proprie sono cominciate tra ottobre e novembre 2007.
Potendo contare solo e unicamente su me stesso, ho assolto tutti i ruoli possibili in questa produzione, da quelli scontati di chitarrista/compositore/arrangiatore, a quelli più improbabili di produttore e direttore grafico.
Gli strumenti che non fossero chitarre sono stati sintetizzati a partire dai file originali delle mie composizioni, per cui l'unico apporto di musicisti in carne e ossa è quello del sottoscritto.
Il sound del lavoro, totalmente strumentale, si avvicina ai canoni del metal nordico, con molte tastiere ma chitarre presenti e precise. Le influenze spaziano dal power melodico al progressive, con un intento generale vagamente gothic.
Ora ciò che riserva il futuro è incerto: il progetto di massima è quello di spedire il suddetto lavoro un pò in giro, cercando almeno qualche recensione da parte di specialisti.
Sarà ciò che farò non appena sistemerò le ultime cose per il mixaggio e la grafica.
Nel frattempo una piccola anticipazione è dovuta:
December 17 Solo un resoconto....Avevo optato per scrivere un altro dei miei interventi riflessivi/deliranti che hanno caratterizzato i mesi scorsi di questo blog (chi mi conosce, e intendo di persona, credo possa capire il perche dei essi), poi però mi sono detto che, in fondo, non avevo nulla di particolarmente interessante da dire riguardo al perchè e al come il mio cercare qualcuno mi porti sempre ad avere grandissimi dolori.
Ormai ho realizzato una cosa, che in un certo senso ha sancito la morte di una parte di me, che a lungo ha sofferto nel resistere a quanto mi accadeva fuori.
Sognare ti fa stare bene, a volte, ma altre volte ti fa stare malissimo.
Quelle volte in cui sogni qualcuno che non puoi avere, e quando capisci che hai vissuto una fantasia, è come se tutto ciò che c'è di bello nel mondo perda ogni consistenza, per sparire chissà dove.
Ma ora che quella parte di me non c'è più, mi sento molto sollevato.
Il periodo attuale è stato caratterizzato dalla prima prova dal vivo dei Guantànamo, con un elevato margine di miglioramento disponibile, dal termine dei miei lavori per la tesi (almeno fino a quando chi mi sta seguendo non si rifaccia vivo per dirmi cosa devo fare ancora) e dal susseguirsi dei lavori di registrazione del mio album.
Proprio oggi ho terminato le registrazioni della quinta song, e sto constatando di diventare sempre più maniacale ed esigente sotto questo aspetto.
Il lavoro non è privo di imperfezioni, a dirla tutta, ma tutto sta a vedere se il modo in cui le sento io sia identico al modo in cui le poss sentire un ascoltatore esterno.
Inoltre sto ancora lavorando per il mio gruppo gothic, ora di nuovo al completo, si spera per durare e fare il meglio che sia possibile.
Spero di aver trovato stavolta tutte le persone giuste.
Su alcune sono sempre stato sicuro, su altre mi sto ricredendo in positivo, altre ancora mi lasciano interdetto, a tutt'oggi.
Spero di non ricadere come una pera cotta negli errori che ho commesso in passato, sotto tutti i punti di vista. December 05 Sea Of LiesPensa che ti ripensa, qualcosa alla fine la capisci.
Il tassello che manca è allo stesso tempo semplice e introvabile, specialmente se si è sognatori e se si è molto tesi come me.
Questa cosa che mi provoca tanti problemi, che mi fa sempre pensare "ok, bello, ora hai finito di cercare", ha radice sostanzialmente in un fatto: sapere cosa aspettarsi dalle persone.
O meglio non saperlo, nel mio caso.
Non riuscire a capirlo, per quanto si sbatta la testa contro il muro, rimanere accacati da tanta bellezza (esteriore, ovviamente, ma soprattutto interiore) da non vedere l'evidenza dei fatti.
Un'evidenza spiazzante nella sua semplicità: io cerco, ma gli altri non cercano.
Io apro la mia anima, ma gli altri non vogliono che apra la mia anima.
E, nei rari casi in cui entrambi cerchiamo, chi credo di aver trovato non crede, a sua volta di aver trovato me.
Contro tutto questo la mia sincerità e la mia voglia di cercare e di trovare sbatte come farebbe una vecchia auto contro un pilastro di cemento armato.
Contro tutto questo io posso solo mettermi da parte, piangere in silenzio e al buio, urlare silentemente la mia disperazione, nei versi di una canzone.
E forse, alla fine di tutto questo, riprendere la forza e la determinazione necessaria per continuare a cercare.
Soprattutto imparando dai miei errori. November 25 The fall of the child #2Andiamo in fondo al problema.
Per lo meno cerchiamo di farlo.
Il punto di partenza è chiaro: non riesco a mentire e a nascondermi.
Se un modo di fare o di porsi agli altri non mi aggrada non lo adotto per piacere agli altri.
Se sento che una persona mi colpisce, non gioco e non mi nascondo dietro modi di fare equivoci, non tento di girarci attorno.
Lo dico.
Semplicemente.
E rimango fottuto.
Semplicemente.
Perchè?
Non c'è un solo perchè.
Il primo perchè, che è quello che prende l'80% dei casi, è che mi trovo d'avanti una persona fin troppo consapevole della mia debolezza e incline a giocarci su. Oppure che mi trovo d'avanti una persona che, pur non essendo incline al gioco, si trova spiazzata dai miei modi, fa retromarcia in modi non sempre chiari, e non necessariamente per sua colpa.
Quindi questo si può ricondurre a un mio giudicare male con chi ho a che fare.
Il secondo perchè, che potrebbe essere letto come corollario alla seconda parte del primo, è che il mio modo di fare non viene interpretato per ciò che è, ma in un modo più confacente a questa realtà depravata, in cui tutto si fa per un secondo fine, per cui io non appaio la persona che cerco di essere, ma una persona da evitare, perchè non promette nulla di buono.
In entrambi i casi c'è qualcosa che non gira come dovrebbe tra me e quelli che mi stanno attorno.
E forse è quel qualcosa che mi rende anche un artista.
Per cui non so fino a che punto vorrei liberarmene.......
Will I stop searching? November 18 The fall of the childEccomi, svuotato di ogni residuo di purezza che mi rimanesse dentro.
Da questo strano pensiero, questa ossessione di voler essere un libro aperto per alcuni.
Per certi versi un bisogno, dettato dalla mia incapacità di mentire, quando credo che più non serva farlo.
Il bambino dentro di me non può che seguitare a cadere e a farsi male, quì.
E per questo devo incolpare il mio non saper discernere.
Il mio non saper vedere che il mondo non la pensa come me, i miei paraocchi.
Il conforto di qualche parola amica mi aiuta a non vedere tutto totalmente e invariabilmente nero.
La musica mi racchiude sempre nel suo rassicurante bozzolo, e così fa anche il mio studio.
Le ferite cicatrizzano, ma le cicatrici non scompaiono mai del tutto.
Motivo per cui, ancora una volta, ripongo tutto nell'angolo più profondo del mio cuore offeso, riprendo la maschera e faccio in modo che copra bene il vero volto della mia anima.
Perchè tutti vedano ciò che vogliono da me.
L'uomo.
Lo studente.
Il musicista.
Che non vedano il bambino.
Che non vedano colui che è caduto e ha perso i suoi sogni.
Rimarrò me stesso, dopotutto.
Ma lascerò che le illusioni non prendano il sopravvento.
Almeno ci proverò.
November 13 New painVorrei dire qualcosa di sensato, per mostrare a me stesso e agli altri che in qualche modo la mia situazione migliora, ma purtoppo, l'unica cosa che posso dire con certezza è che non vorrei sentirmi come mi sento adesso, a causa di qualcuno a me vicino.
E posso incolpare solo me stesso per questa situazione.
La mia inettitudine reiterata, quello di cui ho già scritto.
In questo periodo dovrei avere meno preoccupazioni possibili, perchè già la tesi di laurea (che fortunatamente, volge al termine, quasi) e l'iscrizione alla laurea specialistica che mi danno diversi grattacapi, oltre i miei costanti impegni musicali.
In un modo o nell'altro, anche tutto questo finirà, ma per tutto ciò che ho già passato, sono portato a credere che finisca "nell'altro modo".
Dire che sarei felice di sbagliarmi non rende a sufficienza la mia attuale condizione.
Per cui non dico più nulla.
Penso di aver detto oramai abbastanza.
Dentro questo blog e fuori di esso, in modo fin troppo esplicito, mettendomi in una situazione che mi sconvolge e mi consuma da dentro.
Le parole cedono il posto all'attesa.
Attesa di un bacio o di un'altra pugnalata.
E so che farà molto male.....
November 03 Heart DemolitionL'unico modo per non venire travolti da ciò che il mondo ci riserva ogni giorno è distaccarsi mentalmente da tutto, adottare una sorta di atteggiamento disinteressato/speculativo, come se le cose che ci accadono le stessimo vedendo dallo schermo di un televisore. La paranoia per un sentimento non corrisposto (e Dio sa quante ne ho passate di esperienze uguali di questo tipo) non può fare altro che autoalimentarsi e crescere se i nostri pensieri indugiano sempre su sogni che mai potranno avverarsi. Allora perchè dico tutto ciò se poi sono il più stupido e reiterante degli idioti su questo fatto? Magari scrivendo queste cose, al solito, cerco di convincermene, una volta per tutte. Ma la verità è che queste righe derivano da esperienza vissuta, più e più volte, dalla quale se non ricavassi almeno una morale, sarei seriamente da considerare tardo di cervello, Magari, poi, anche se cerco sempre di convincermi che sia una questione di fortuna, così non è. Ci sono modi e modi di fare. E i miei sono sempre, irrimediabilmente e prevedibilmente sbagliati. Mettono in luce forse aspetti in me che non ci sono, o che ci sono, ma non sono graditi ai più. Comunque ciò che scrivo adesso è frutto più che altro di riflessioni "a freddo", nel senso che credo che la fase più brutta di tutta questa storia sia passata. Ma come al solito, non devo illudermi troppo presto e cercare invece di adottare quell'atteggiamento disinteressato di cui ho già scritto. Per quanto risulti difficile a tipi come me una cosa del genere, la scelta è tra questo, o la totale distruzione del mio ego, ancora una volta e in modo ancora più devastante. Uscirò un giorno rinforzato da tutte queste esperienze? Se no tutta la sofferenza che provo e che ho già provato risulterà vana, un mero esercizio di masochismo mentale. October 26 Shades of ParanoiaSuona strano che io mi apra a fare questo tipo di considerazioni sul blog, che preferisco adibire usualmente ad argomenti più "neutri".
In questi giorni mi sono fatto molte domande, su di me, sulla mia vita su tutto il resto, e ancora non ho smesso di farmele.
Ciò che posso dire è che sto passando un momento a fasi molto alterne.
Perchè?
Un sacco di motivi, tra cui la mia tesi di laurea, che da problemi su problemi e mi fa dare di matto.
Poi credo di essere in uno dei miei soliti palloni sentimentali, che inevitabilmente si affloscerà, e lascerà la solita cicatrice nella mia anima, oramai resa gelida e insofferente da tutte le simili esperienze pregresse.
Ma allora se so già come andrà a finire, perchè sono così abbattuto?
Perchè questa è la prima volta che un fatto del genere prende per la gola l'unica ancora di salvezza della mia vita: la mia musica.
Sul perchè, il percome, o il chi non ho intenzione di dilungarmi.
Solo sono molto frustrato dal fatto che questa cosa si avvinghia alla mia arte, ai miei progetti, e mi rende le cose poco chiare anche su quel fronte.
Questo mi fa proprio incazzare.
Mi trovo a non sapere bene cosa volere bene dal mio futuro, sebbene credevo di aver archiviato ogni questione su quel fronte, per il semplice fatto che tutta questa cosa si concatena ai miei vecchi fantasmi e li rende più potenti, li distorce, li fa diventare aggressivi e distruttivi per il mio amor proprio.
Ma alla fine, io so che in questo periodo ho messo un pò da parte l'artista in me solo per perseguire un "fine superiore". L'artista in me non può e non deve morire perchè una donna si mette tra me e la mia arte, perchè mi spinge (magari non volontariamente, sicuramente è solo colpa mia) a confondere le due cose e a confondere tutto ciò che riguarda il ruolo della mia arte nella mia vita.
E' buffo pensare che proprio grazie a questa persona ho finalmente capito che, tra l'altro, sono anche un artista, e che questo significa molto per me.
Ora, per colpa di un fottuto corto circuito dentro di me, e del fatto che probabilmente le idee non sono chiare su entrambi i fronti, questa cosa rischia di travolgermi.
Spero passi presto; in questi giorni, la frenesia dei ritmi quotidiani mi allevia di molto questa sofferenza, scalciando e relegando tutto ad un lato più remoto della mia mente e del mio cuore, spronandomi a dare il meglio, sempre e comunque.
Ma la cosa attende lì, rintanata, ad un attimo di maggiore calma, a saltarmi addosso di nuovo.
E io, che pure credevo di aver sconfitto questi fantasmi, sono ancora inerme nei loro confronti. October 10 Dark passion Play (e Anette olzon): le impressioni a freddo e riassuntoCome promesso, ritorno dopo uno studio più accurato dell'opera di cui vorrei continuare a parlare. Ora, avevo concluso il mio precedente intervento dicendo che Dark passion play poteva essere considerato una pietra miliare della produzione dei Nightwish, perchè testimone di cambiamenti radicali nella proprosta musicale del gruppo.
Infatti, sfido chiunque ad ascoltare in sequenza, l'ormai storico Angels Fall First, pieno di canzoni sognanti di una band giovane dalle grandi promesse, e questo ultimo disco, pieno di canzoni sognanti e ,talvolta, struggenti, di una band matura e molto più consapevole del suo potenziale artistico.
E non lo dico solo perche li adoro.
Insomma, prendendo ad esempio, la triade degli ultimi album, ovvero Century Child (2002), Once (2004) e Dark Passion Play (2007), possiamo apprezzare in pieno l'evoluzione dei Nightwish: Century Child è l'ultimo classico "album alla Nightwish", ancorato ancora abbastanza al sound delle origini della band, spiccatamente scandinavo, ma per la prima volta con il contributo dell'attuale cantante/bassista Marco Hietala. Questo disco che ci regala, tra l'altro una delle canzoni più belle mai partorite da Tuomas: Everdream.
Segue Once, che segna la prima "strambata" del gruppo, verso un metal molto più sinfonico (Ghost Love score), ma a tratti anche capace di tirar fuori i muscoli (Dark Chest Of Wonders) e dedito a qualche occasionale apporto da parte di musica popolare/etnica (Creek Mary's Blood, che vanta la collaborazione con un autentico indiano pellerossa).
Poi l'incidente argentino.
Il marito/impresario della cantante Tarja Turunen, Marcelo Cabuli, mette chissà quali strane idee per la testa della nostra, che porteranno alla ormai nota separazione con il gruppo nell'ottobre 2005, dopo l'ultimo, spettacolare concerto, che diventerà il DVD End of An Era (....).
Negli anni successivi, i Nightwish si muovono per trovare una valida sostituta al soprano con il viso di angelo.
Troveranno una cantante svedese, con trascorsi pop e una voce davvero degna, se pure non lirica.
Anette Olzon.
Dark passion Play debutta sul mercato poche settimane fa, dimostrando che oramai i Nightwish di una volta non ci sono più.
I Nightwish di adesso sono un gruppo con una componente sinfonica davvero sviluppata, capaci però di punte di violenza metal che nemmeno oseremmo chiedere da loro. Nel complesso una band che sta stretta in qualunque tipo di classificazione forzata, come metal sinfonico, power sinfonico, gothic-power, gothic, folk metal, o altri.
E poi il folklore.
Ciò che Tuomas sussurrava a tratti nei fraseggi medievaleggianti e folkloreggianti dei lavori dei primi Nightwish, come ad esempio lo strumentale Moondance, o il concept FantasMic, quì trova finalmente uno spazio adeguato.
Come in Once, questo album vanta la collaborazione con diversi guest-musicians, per gli strumenti etnici e tradizionali, quì usati in quantità maggiore rispetto al lavoro precedente.
Volendo tirare le fila: che dire della nuova cantante e sui nuovi Nightwish?
Lo stile musicale che hanno adottato denota come ho già detto, maturità, e si sente che, se c'è stata la volontà di andare oltre ciò che era stato già scritto e suonato, questa volontà non è stata dettata unicamente da esigenze economiche, ma è una scelta artistica oculata e mai forzata.
Lo stesso purtroppo non si può dire della ormai "rinnegata" Tarja, che ha appena finito di preparare un buffo disco solista, minestrone indistinto di rock, opera, elettronica e gothic di facciata, che ad un primo ascolto lascia pochissimo, e ad un secondo sparisce anche quel poco.
Che dire, contenta lei.....
Intanto Anette, a mio parere, se la cava benone dietro il microfono dei Nightwish, anche se, in effetti, il marchio di fabbrica che i nostri hanno sempre avuto, verrà da oggi a mancare.
Qualche lacrima e un grande sorriso, perchè una grande band si è rialzata dal fango e ha ripreso il cammino.
October 05 Dark Passion Play (e Anette Olzon): le prime impressioni28 settembre 2007.
La data fatidica.
Dark Passion Play, ultima fatica dei Nightwish, finalmente nei negozi di dischi.
Purtroppo, per ragioni indipendenti dalla mia volontà artistica (sto completando la mia tesi di laurea), ho potuto avere la mia copia solo un giorno dopo l'uscita ufficiale.
Comunque, credo di essere rimasto uno dei primi nella mia città ad averlo.
Non appena ho messo il CD nello stereo della macchina, l'entrata della band nella prima song (un concept di 14 minuti), dopo l'intro orchestrale, ha suscitato moti incontrollati nella parte superiore di me (leggi: headbanging sfrenato).
Ad un ascolto più accurato dell'opera, ho ricavato quanto segue:
1: i nightwish stanno allargando il loro raggio di influenze musicali, avanzando sul fronte metal, sì, ma anche su quello sinfonico e folk. la cosa era già in parte ascoltabile nel loro precedente lavoro "Once", ma quì si sente ancora meglio. Nel disco si passa da una "Master Passion Greed", che all'inizio potrebbe benissimo essere una canzone degli Slayer, ad una "Last Of The Wilds", pezzo strumentale, che è molto più folk che metal. Senza contare la presenza di una orchestra autentica, a rendere le canzoni come tante piccole colonne sonore;
2: Tuomas ha lasciato firmare in questo album due canzoni agli altri membri della band. Sto parlando di "Whoever Brings The Night", la cui musica è del chitarrista Emppu Vuorinen e di "The Islander", su cui invece mette la firma il cantante/bassista/chitarrista acustico Marco Hietala. La cosa, per chi conosce i Nightwish, è abbastanza insolita. Ma d'altro canto, il nostro caro Tuomas mette tutti i testi, nonchè le altre 11 canzoni del disco;
3: Anette Olzon non sfigura nei Nightwish, ma altresì in ogni giudizio risente il pesante senso d'aspettativa derivante dal dover coprire un ruolo che fu di una cantante lirica. Purtuttavia, la nostra Anette da prova di saper cantare nei Nightwish in questo album, cosa che non le riesce per ora, altrettanto bene dal vivo. Ma si sa, i momenti iniziali sono i più difficili per queste cose. Tra qualche mese sicuramente andrà molto meglio;
Queste le prime impressioni su un disco che non esito a definire una pietra miliare di questa band, se non altro perchè testimone di audaci cambiamenti in essa.
appena mi viene in mente qualcos'altro, mi rifiondo quì.... August 28 Triumph Of Agony: mighty warriors' last challengeCome ormai consueto, ogni tanto mi piace cimentarmi con la recensione musicale dei gruppi che amo.
Eccomi quindi, con un annetto di ritardo rispetto all'uscita sul mercato, a occuparmi dell'ultima fatica dei valorosi guerrieri del metallo made in Italy (e pongo l'accento sul fatto che tale ritardo è stato provocato dall'aver comprato il disco in questione solo pochi giorni fa).
Sto parlando di coloro che furono i Rhapsody, recentemente rinominatisi Rhapsody Of Fire, per questioni di copyright (pare che il nome Rhapsody fosse stato registrato da qualcun altro già molti anni prima ).
La loro ultima produzione, sempre sotto l'ala di Joey DiMaio, ora a capo di una sua personale etichetta discografica, la Magic Circle Music, si chiama "Triumph Of Agony".
Dal punto di vista della saga, che corre oramai di pari passo a tutte le produzioni discografiche dei nostri, le vicende che sembravano concluse con "Power Of The Drangonflame", si rianimano già dal precedente lavoro della band, "Symphony Of Enchanted Lands Part 2 - The Dark Secret", in cui si descrive che un fatale e malvagio libro nero (l'ultimo di sette, scritto con il sangue degli angeli), se ritrovato dalle forze del male, potrebbe mettere fine alla pace e alla prosperità nelle terre incantate. In questo lavoro dei ROF si passa più all'azione per così dire, descrivendo come, la compagnia di valorosi prodi, inviati a trovare il suddetto libro, compia la sua missione.
Il tutto spiegato senza scendere troppo nei dettagli di questa saga, partorita dalla mente di Luca Turilli, chitarrista e compositore dell'ensemble.
Dal punto di vista musicale, la composizione, come già detto, è curata come sempre da Turilli e da Staropoli, il tastierista, il quale cura personalmente gli arrangiamenti orchestrali, ma in questo lavoro c'è per la prima volta il contributo del cantante Fabio Lione, il quale firma personalmente una delle canzoni: "Il Canto del Vento".
Da quando i nostri si sono messi nelle mani del buon DiMaio, i loro lavori hanno finalmente cominciato ad acquisire la magneficienza a loro consona, forte il sicuramente consistente budget che il produttore assegna a loro.
Per cui abbiamo ancora una vera orchestra al completo ad occuparsi di completare ciò che un quintetto metal da solo non può dire, oltre che un coro e un ensemble barocco.
E poi i recitati.
Come presi da una pellicola hollywoodiana (non a caso li musica dei ROF viene definita Film Score Metal), e questa volta curati da attori di Hollywood in persona, cinque di loro ad affiancare il lavoro del grandissimo Cristopher Lee, già contattato nel lavoro precedente.
La sorpresa più gradita, però me la sono lasciata per ultima.
Da sempre lo stile dei ROF era stato, per così dire, un trademark, sempre molto simile a se stesso, ma altresì in costante evoluzione.
Quì osserviamo che, per la prima volta dal lontano giorno degli esordi, i nostri hanno il coraggio di cambiare qualcosa nella loro formula vincente, a mio parere con pienissimo successo. Infatti si sente subito che alcune song sono state concepite in modo diverso dal solito: sono più dirette, più semplici, ottimi singoli, ma sempre in stile ROF, con la presenza ferale e maestosa di un'orchestra e di un coro.
Inoltre, per la prima volta, Turilli divide in qualche canzone, le parti soliste con il chitarrista di supporto della band: l'ormai conosciuto Dominique Leurquin. La prestazione chitarristica del suddetto è davvero di gran merito e completa di molto il sound della band.
Che altro dire?
Come concludo sempre, non resta che ascoltare e ricavare le proprie impressioni, perchè ciò che dice il critico musicale di turno non è mai oro colato (nemmeno se sono io quel critico...
Stay Epic, mighty warriors!!!
August 13 chiodo scaccia chiodo (anche in questo caso...)Come dice il saggio, chiodo scaccia chiodo.
Quindi è chiaro che l'unico modo per ricominciare a vivere in modo equilibrato e cercare di guarire dallo stress paranoico indotto da questi mesi di frustrazioni musicali è quello di trovare una valvola di sfogo.
Per me questa valvola è stata un nascente progetto metal, molto lontano dai miei abituali ascolti a cui mi sono subito dedicato, offrendo il mio impegno, e che subito ha stuzzicato il mio interesse.
Per di più credo che le cose, in questo caso, nascano già con premesse diverse dal caso precedente, ma ho imparato che le mie iniziali impressioni mi traggono spesso in inganno, per cui non voglio dire troppo prima di farmi un'idea migliore.
Proseguono i lavori di composizione per il mio lavoro solista, ma anche la composizione dei miei pezzi gothic, la quale sembra aver trovato un'inaspettata nuova vena.
Oltre a questo lavoro in questo periodo per la mia tesi, e ricomincio, tra l'altro, ad occuparmi dell'Alessandro uomo, parallelamente all'Alessandro studente/musicista.
Resto speranzoso che le cose si assestino un pò in tutti i campi della mia vita.
Tifate per me....
July 29 IntrospectionDopo l'ultima cantonata musicale, ancora in attesa che le prove con la mia band ricomincino, sento il bisogno di battere parallelamente a questa strada, un'altra che ugualmente mi rappresenta e che assolve in registro musicale, più o meno lo stesso compito di un diario personale.
Ecco quindi che ritorna la vecchia anima del guitar-hero (anche se io, più che altro, sarei un guitar-brocco... ;-)), che affida solo ed unicamente alla musica il compito di portare avanti una storia, esprimere un sentimento, comunicare, senza aggiungere testi, che risulterebbero pertanto ridondanti.
Questo intento sarà perseguito nel mio ultimo lavoro solista, per il quale da un paio di giorni sto lavorando.
Ciò che ho tirato fuori fino ad ora è uno strumentale completo, metà di un secondo e un accenno di un terzo, ma ho ancora molte idee che cercano di districarsi e di raggiungere uno stato più stabile.
Ciò che vorrei ottenere, a livello brutalmente stilistico, si discostra leggermente dal classico canone del disco solista di un qualsivoglia musicista, infarcito di assoli e autocompiacimenti tecnici a volte fini a se stessi.
La mia idea attuale è quella di realizzare un disco strumentale, in cui ogni pezzo possieda una solida sezione ritmica metal, principalmente con elementi power e prog e capace di reggersi da sola, mentre al di sopra di questa, collocare innanzitutto frasi musicali ben delineate, suonate con l'intento di completare ciò che la ritmica del pezzo accenna, e poi dopo anche assoli (e non col contagocce, ma nemmeno a copertura totale).
Badate bene quindi, che non è mia intenzione scrivere pezzi finalizzati alla composizione di un assolo, ma veri e propri strumentali, dove la tecnica arricchisca e completi ciò che la musica ha da dire, e non rappresenta il fine ultimo.
Ma cosa ha da dire questa musica?
Il titolo che ho scelto per questo lavoro è "Introspection", o Introspezione.
Si capisce quindi che questi pezzi, come già ho accennato in precedenza, rappresentano una sorta di diario musicale dei miei stati d'animo in questo ultimo periodo, delle mie paure, dalle quali non so se mai guarirò, dei miei dolori e delle mie gioie.
Come nel precedente lavoro che realizzai, affiderò la realizzazione di tutte le parti di basso, batteria e tastiere al computer, registrando il suono midi e creando un file wav, mi occuperò personalmente di tutte le parti di chitarra (ci mancherebbe...) oltre che di tutto il processo di registrazione, mixaggio e editing.
I lavori di registrazione cominceranno una volta finita la composizione e lo studio delle parti, oltre che dopo che il mio computer fisso, quello su cui registro, sia rimesso in condizioni di funzionamento ottimale.
Per il termine non do date precise, perchè non credo di averne bisogno.
Questo lavoro, allo stato attuale, lo faccio per me, così come feci col precedente, e non è destinato alla distribuzione.
...Playing the strings of my warcry... July 23 Le ceneri della fenice Una fenice (famoso uccello mitologico), quando muore, si estingue in una fiamma, per poi rinascere dalle sue stesse ceneri e cominciare una nuova vita.
E' forse questo che accade alla mia poesia sonora?
Attraversa momenti di grande tensione, in cui credo che finalmente potrà giungere a volare libera, al di sopra di questa triste realtà, in cui tu sei solo ed unicamente ciò che fai per la società, e non anche, per esempio, le tue emozioni, i tuoi sogni, il tuo pensiero, coloro che ami e le tue passioni.
Ma come dice il saggio, bisogna fare buon viso a cattivo gioco, se si vuole vivere tranquillamente questa parentesi che è la vita.
E, d'altro canto, essendo abbastanza credente, credo fermamente che ciò che il Signore ha in mente per noi non sia assolutamente frutto del caso, anche se, a volte, il Suo disegno è troppo superiore per essere compreso da noi.
Quindi non serbo nel modo più assoluto rancore nei confronti di nessuno per tutto ciò che di spiacevole mi accade ogni giorno.
Sono consapevole del fatto che il mio futuro passa inevitabilmente per ciò che studio con dedizione, e con notevole interesse, pur sentendomi, nel profondo del cuore, un servo della musica, come linguaggio universale per trasmettere bellezza e verità, e, cosa più importante, a costo di ripetermi, ciò che studio mi avvince, comunque.
Accade, purtuttavia, che il mio sogno tanto perfetto, di un eden in cui l'arte che nasce da me e dalle persone che dovrebbero condividere il sogno che fu solo mio, viene a essere disatteso, per motivi che ancora adesso mi riesce difficile catalogare nell'inetitudine o nelle cause di forza maggiore.
Di fronte a tutto questo un artista (termine che, badate bene, mi sforzo di usare con la maggiore umiltà che mi sia possibile e che ritengo necessaria di fronte all'arte) potrebbe arrendersi, e come uomo ne avrebbe ogni ragione e giustificazione.
Ma ciò che è dentro di me è troppo grande per cancellarlo con un semplice colpo di spugna, non appena si prende una cantonata o due.
Per cui, mentre la mia metà razionale studia, si fa in quattro per perseguire l'obiettivo che tanto ho agognato in questi anni, e che ora è tanto vicino, l'altra metà si scrolla di dosso paranoia, incertezza, dubbio e frustrazione, per cominciare una nuova crociata, in cui lotta perchè la verità vinca e la bellezza domini.
Cosa sarà della mia vita dunque?
Rimarrò un ingegnere capellone, un pò strano, con il pallino della chitarra e della musica che a molti scatena incontrollabili moti di emicrania.
Ma so che dentro di me, sotto questa identità (non una maschera, perchè credo in ciò che faccio), si cela l'anima di un bambino, che guarda il mondo sempre con occhi incantati, e che sogna che la sua visione un giorno diventi realtà.
Già, ma qual è questa visione?
Quella che ho quando la vena compositiva prevale su di me, e io, succube, le do ascolto, cercando di far diventare note, accordi, passaggi, tutto ciò che mi suggerisce con un soffio.
Quella che ho quando, da illuso quale sono, penso che delle persone che non conoscevo prima, possano di colpo abbracciare la mia visione e che tutti assieme possiamo metterci a lavorare per farla diventare realtà.
Ciò che ho cercato di creare con queste persone è ugualmente valido, e non intendo in nessun modo rinnegarlo, ma è fatalmente diverso da ciò che avevo immaginato, motivo per cui il sogno è ancora sogno, e tale rimarrà fino a quando delle persone lo sentiranno loro esattamente come io ora lo senta mio, ed egli finalmente volerà libero al di sopra di tutti questi discorsi. July 01 Nightwish: gothic o heavy?Che i Nightwish mi piacciano molto credo non possa essere più considerato un segreto o una cosa nuova. Pur avendoli conosciuti come band già almeno tre anni fa, solo pochi mesi da adesso sono passati da quando ho cominciato realmente a capire che quella che fanno è la musica della mia vita, quella che mi da la forza di andare avanti ogni giorno, anche quando tutto sembra rivoltarmisi contro.
Piccola parentesi: rivelata a maggio l'identità della persona che sostituirà la compianta e talentuosa (nonchè bellissima, diciamolo) Tarja Turunen dietro il microfono della band finlandese; si tratta della trentacinquenne svedese Anette Olzon, cantante di impostazione totalmente diversa da Tarja, pertanto decisamente non lirica, ma altresì molto potente, versatile e tecnica. Molti fan della prima era sostengono che lei non abbia le carte per sostituire un ruolo carico di aspettative come quello per cui è stata scelta, tra tante candidate. Io sono speranzoso, dato che comunque l'anima della band, il tastierista, leader e principale compositore Tuomas Holopainen, è rimasta la stessa, e da quanto ho potuto sentire dei samples del nuovo album (Dark Passion Play, la cui entrata ufficiale nel mercato europeo è pianificata per il 28 settembre 2007), credo che quell'inspiegabile feeling magico che mi ha fatto innamorare della musica dei Nightwish sia sempre lì, e che questa serie di eventi vada letta non come la fine di un era (come il titolo del DVD del loro ultimo concerto con Tarja, "End Of An Era"), ma come l'inizio di una nuova era per questa band.
E tuttavia la domanda che mi frulla per la testa da quasi tutto questo tempo è: ma esattamente, cosa è la musica dei Nightwish?
Anche quì l'argomento è lungi dall'essere innocuo e lineare, perchè molta gente non vede di buon occhio il voler identificare la proposta di un gruppo per forza all'interno di determinati generi o correnti.
Io mi ritengo in parte d'accordo con questa teoria, nella misura in cui questo modo di pensare, se non usato correttamente, può spingerti a considerare e a vedere solo taluni aspetti di una qualsivoglia proposta musicale, e non altri.
L'errore che, a suo tempo, feci pure io, considerando i nightwish semplicemente una delle tante band Power sinfonico. con l'innesto di una voce femminile, e che ho rischiato di fare di recente considerandoli solo una band Gothic.
Non va negato, tuttavia, che a voler identificare per grandi linee la proposta di un gruppo, si può meglio capire che cosa voglia dire con la sua arte.
Da quì il mio desiderio di voler comprendere meglio in che modo identificare la proposta di questo quintetto, fermo restando che ogni artista e ogni band porta avanti, per così dire, un proprio genere personale, e che non sempre nello stesso modo si può inquadrare tale genere in uno specifico contesto.
Detto questo, passiamo al nocciolo del problema: da parole dello stesso Holopainen, in un'intervista rilasciata di recente per una TV musicale credo spagnola, i Nightwish NON sono un gruppo Gothic, pur facendo uso di alcuni tratti distintivi propri di questo genere, a me peraltro molto caro.
Non si può, d'altro canto, liquidarli nel filone Power sinfonico, in quanto presentano solo in parte i tratti di quel genere e dei suoi intenti.
Quindi la soluzione è: considerarli a cavallo di questi due discorsi?
Riduttivo, tenendo conto anche i consistenti innesti da parte di musica folk e classica.
Detto questo, credo che le conclusioni dovrebbe tirarle chiunque, personalmente, ascolta questo gruppo e ci legge qualcosa di diverso.
Io considero molto presente l'attitudine Gothic, riflessiva e romantica, presente anche in molti testi del prolifico Tuomas (si prendano in considerazione canzoni come "Sleeping Sun" e "She Is My Sin"). June 27 confuso (...e felice?)Continua il lavoro di composizione, ora con all'attivo più di trenta pezzi.
Continuano (per quanto possibile, dati gli impegni di tutti gli altri ragazzi) le prove.
Continua la mia corsa per l'ambito titolo, attualmente distante un esame e la tesi.
Il periodo è un pò strano per me, perche mi rendo conto di essere molto spaesato da questa situazione.
Sono molto teso nei confronti del mio progetto musicale, dato che è nato da un mia costola, per così dire.
Ma ho spesso sentore che questa mia tensione, se non è eccessiva, è sicuramente male indirizzata.
Sul fatto che possa essere troppa, dato che in realtà questo non è il mio futuro, io rispondo prontamente che mai potrò sminuire me stesso e considerarmi alla stregua di tutte quelle macchiette di uomini che non hanno altro in testa che il loro lavoro, sia esso presente o futuro, senza neanche immaginare il significato della parola cultura.
Altrimenti detto: sotto l'ingegnere si cela il musicista, e l'ingegnere è un palazzo (solido) costruito su solide fondamenta di una persona che vuole essere un sacerdote della bellezza.
Però la mia tensione nel voler organizzare tutto nei minimi dettagli, che sfocia inevitabilmente in frustrazione quando quello che cerco così faticosamente di organizzare fallisce, non per inettitudine delle persone, ma perchè comunque noi siamo cinque persone diverse, ogn'una con la sua vita e i suoi impegni, non è positiva.
Questo è il motivo per cui sto cercando di rallentare con la mia mente e lasciare che le cose vadano avanti per il loro corso, dato che oramai il progetto è avviato e posso essere sereno.
Tantopiù che questo ultimo periodo di studi è abbastanza intenso, e io sono molto teso anche a concretizzare il discorso laurea, ora che mi vedo così vicino alla fine.
Quindi, cos'altro aggiungere?
Ancora adesso scrivo queste cose ma ancora non mi riesce totalmente di convincermi di esse, a volte.
In taluni frangenti la mia mente vola così alto che quasi perdo il contatto con la realtà.
Devo convincermi ora del fatto che la musica e l'arte sono per me un bisogno fisico, senza del quale non vivrei bene (forse non vivrei affatto), ma che altresì non è l'unica sponda della mia vita.
Intanto in questi giorni mi consolo tenendomi in esercizio con la mia ascia, e cercando di ritornare un chitarrista soddisfatto di come suona.
April 29 Una vita divisa 2Avere molte passioni nella vita è qualcosa di molto bello.
Ma è anche qualcosa che ti causa una grande instabilità di intenti, perchè alla fine non sai mai dove vuoi veramente andare a parare, nella breve parentesi della tua vita.
Attenzione, a chunque leggerà: non sto assolutamente dicendo che sono pazzo (anche se forse lo sono ;-P); ma, d'altro canto, riconosco io per primo che, sovente, avere tante cose per la testa come spesso mi capita, finisce per darmi degli attimi di smarrimento allucinanti.
I miei studi volgono al termine, oramai, e già comincio a battere le prime righe introduttive della mia tesi di laurea. Tantopiù che, se mai sono esistiti corsi di studio universitario che si possono seguire e terminare soddisfacentemente a mezza testa, non è certo il caso di Ingegneria.
Inoltre, come ho già detto e ripeto, a me non dispiace studiare; semmai mi fanno girare quelli lì un sacco di cose che vedo e vivo nell'università.
E questa è una metà buona del mio pensiero.
Dall'altra parte, come se fosse un campo di battaglia con due trincee contrapposte, le mie 6 corde.
Tutto quello che mi piace fare, in certi momenti.
Comunicare con la musica.
Suonare, comporre.
Pensare, ora che la mia band è partita, che la mia musica un giorno possa diventare grande.
Fantasticare di avere ammiratori, di suonare su un grandissimo palco, con decine di migliaia di persone che ti osservano e ti ascoltano lì sotto.
Dio, quanto mi piacerebbe.
Non punto tutta la mia vita su questo, alla fine, ma mentirei a me stesso se non dicessi quanto ci tengo.
E allora mi capita, come oggi, di scoprire di avere il cervello che va "a corrente alternata", dato che, per la prima volta, dopo mesi, sono riuscito a studiare così tanto senza stancarmi.
Forse, ora che ho la band sono più in pace con me stesso, e con tutti i miei impegni, cosa che, alla fine, mi spinge a fare di più dappertutto.
Perchè so anche che stasera, finita la mia giornata di studio, quando prenderò in mano la mia chitarra per esercitarmi, darò il, meglio anche lì.
Bene, direte, allora che problema c'è?
Il problema è che, a volte, mi sembra di non essere nemmeno padrone della mia testa, perchè quando mi capita di alzarmi "positivo", come oggi, mi si apre ogni porta, ma quando invece la giornata comincia male, desidererei soltanto di vivere di musica, perchè alla fine, quella è l'unica cosa nella mia vita, che mai mi abbia deluso, in parte o totalmente.
Motivo per cui, per quanto mi possa andare male tutto, ho sempre un'ancora di salvezza per non affogare nel mare del fallimento.
Ma è un'ancora pericolosa, perchè per non farti affogare ti fa perdere la bussola. |
Poetry Of SoundUn'anima, il cuore di un bambino, cresciuto troppo velocemente in un mondo di predatori. In una canzone sollievo per le ferite della sua anima, in una carezza la beatitudine che cerca...
le mie grandi ispirazioni musicali, la musica che mi da la forza di vivere
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